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La città ha da sempre rappresentato un “modo di vivere”. Questa affermazione che di per sé pare ovvia e tautologica si svela per la sua stessa ovvietà come modo di essere generale: ormai da tempo la vita delle nostre città ripete il modo di vivere di un sistema più vasto, di un modello economico e politico che, decisamente, implica il concetto medesimo di mondo occidentale. In ogni città si vive secondo il modo di vivere di questo mondo. Si è in una città come si è in questo mondo. Si è vicini o lontani dalla città come si è vicini o lontani da questo stesso mondo. Le più grandi differenze di cultura e razza si annullano nell’omologazione planetaria del modello di mondo occidentale; le città occidentali si adeguano al modo di essere generale e medio: sempre più cosmopolite e multirazziali. L’espressione “modo di vivere”, ovvia e tautologica, ora pare maggiormente chiara e distinta: la città come cosmopoli: città che ha la natura stessa del mondo di cui fa parte.

A margine del Progetto di PTCP:
Virtuale – Naturale: brevi considerazioni sul concetto di “essenza della città”
(in Lineamenti del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Firenze, n.s. 5/6 di Mutamenti 1994)

La dimensione antropologica non sta più (se mai vi è stata) in un immediato rapporto con il “mondo naturale” ma, oggi, in uno dilazionato dalla realtà virtuale dei media. Il “mondo naturale” ci viene così imposto in modo aprioristico, prima di quel “mondo naturale” sui cui noi stessi interagiamo. Nel mondo non più naturale (ridotto, sospeso, per effetto del carattere di a priori di quello virtuale), punto focale non paiono più certi valori, in passato determinanti nella caratterizzazione di un territorio, quali il popolo, la città, la patria ecc., che sembrano mancare di un punto di riferimento reale o di focalizzazione nel tessuto sociale, ma il nucleo familiare: la casa-famiglia. Di qui, dalla propria casa-famiglia tecnicizzata (TV, Hi-fi, elettrodomestici vari, computer, fax, ecc.) si è in grado di affrontare il “mondo” senza nemmeno incontrarlo: si affronta il “mondo” prima di essere nel “mondo”, si progetta il mondo nell’ottica della massima riduzione del “mondo” a “proprio” mondo: la famiglia!

A margine del Progetto di PTCP:
Virtuale – Naturale: brevi considerazioni sul concetto di “essenza della città”
(in Lineamenti del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Firenze, n.s. 5/6 di Mutamenti 1994)

 Ciò che a prima vista può apparire una semplice metropolitana di superficie offre, a parer nostro, per il riequilibrio delle funzioni metropolitane e per il ridisegno delle periferie, potenzialità eccezionali. Sul piano trasportistico, intanto, con costi pari a quelli ipotizzati per la semplice variante Sud di Firenze, si andrebbe a realizzare UN’AREA DEL QUOTIDIANO per migliaia di persone che potrebbero così abbandonare l’uso del mezzo privato. Inoltre, essendo un mezzo, il treno metropolitano, non inquinante e che non va ad occupare le strade esistenti, consentirebbe a tutti noi, di usare in maniera più umana, strade e piazze della città.

Qualcuno ha detto che in questo secolo si è guadagnata la proprietà della casa e dell’automobile: oggi è necessario riguadagnare lo spazio pubblico della città.

Alta velocità e Metrotreno a Firenze
(in Firenze verso il XXI secolo, Quaderni dell’Assessorato alla Pianificazione Territoriale della Provincia di Firenze, 1998)

Vale a dire quella bellezza di insieme, di paesaggi, di forme, funzioni, materiali e colori che ancora permangono nel nostro territorio e che costituiscono occasione e motore per le nuove attività economiche. Attività legate al turismo ma anche all’agricoltura di qualità, all’artigianato, al settore delle costruzioni che opera nel restauro dei monumenti e dell’architettura tradizionale e, non ultime, alle nuove produzioni di tecnologia avanzata e di ricerca, dove la produzione di beni si lega strettamente all’architettura, all’arte e al paesaggio di questo pezzo di Toscana.

In tale contesto la Provincia dovrà farsi promotrice di politiche settoriali consapevoli dell’importanza della “qualità ambientale”, anche come fattore di sviluppo economico e di miglioramento della qualità della vita.

L’architettura del piano
(in Relazione Generale del PTCP Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Firenze 1998)
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